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Bilancio di sostenibilità 2025 di HTR Bonifiche: si consolida la governance ESG e l'integrazione delle tematiche etiche nell'agenda del CDA sale al 35%


Per guardare al futuro con obiettivi misurabili, la società ha affiancato

al Bilancio di Sostenibilità il Piano Strategico di Sostenibilità 2026-2028.

 

Roma, 8 settembre 2026 – Consolidamento del percorso di trasparenza aziendale, crescita strutturale dei ricavi, nascita di nuove divisioni operative e una catena di fornitura sempre più corta, radicata sul territorio nazionale. Sono questi i principali risultati industriali e valoriali che emergono dal Bilancio di Sostenibilità relativo all'esercizio 2025 pubblicato da HTR Bonifiche, player di riferimento dal 2003 nella gestione dei rifiuti industriali e dell’amianto, nella bonifica di siti contaminati e nelle operazioni di demolizione.

Il documento, redatto in conformità ai parametri internazionali GRI Universal Standards, certifica la maturità di un modello di business capace di coniugare la redditività economica con il rispetto dell'ambiente e il valore sociale. «La pubblicazione del nostro secondo Bilancio di Sostenibilità, commenta Vincenzo Maria Cozzoli, presidente del CdA di HTR Bonifiche, rappresenta un momento di consolidamento del percorso avviato con la prima rendicontazione e conferma la volontà di comunicare con assoluta trasparenza i risultati raggiunti, le sfide affrontate e gli obiettivi di miglioramento che intendiamo perseguire. Un impegno che nasce dal cuore stesso del nostro lavoro quotidiano: offrire a comunità, enti pubblici e clienti privati soluzioni efficaci, sicure e a basso impatto nella gestione delle problematiche ambientali, operando sempre nel pieno rispetto delle normative vigenti».

L’anno 2025 ha segnato una tappa importante nella governance e nella organizzazione interna di HTR. Il Consiglio di Amministrazione ha impresso infatti una forte accelerazione all’integrazione delle tematiche di sostenibilità nei processi decisionali, nella pianificazione industriale e nella gestione dei rischi. Il livello di presenza formale e monitoraggio dei temi ESG nelle agende del CdA è infatti passato dal 25% del 2024 al 35% nel 2025. A questa accresciuta sensibilità del vertice si affianca una solida architettura di compliance aziendale, guidata dall’adozione del Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001, dal relativo Codice Etico e dalla conferma della prestigiosa certificazione etica SA8000, volta a tutelare i diritti umani e la sicurezza dei lavoratori.

Per guardare al futuro in modo concreto e misurabile, HTR ha affiancato al Bilancio di Sostenibilità il nuovo Piano Strategico di Sostenibilità triennale (2026-2028). Questo strumento strategico individua dieci aree tematiche prioritarie in ambito ESG e definisce, per ciascuna di esse, obiettivi concreti associati a specifici KPI e target strutturati in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite (SDGs).

Le sei linee di produzione di HTR (Bonifiche Siti Contaminati, Bonifiche Amianto, Strip Out e Demolizioni, Intermediazione Rifiuti, General Contract e Sviluppo Impianti) hanno evidenziato un netto miglioramento dell’efficienza energetica ed emissiva, con una gestione dei flussi orientata prevalentemente al recupero e alla valorizzazione di energia e materia. In particolare, nelle attività di Strip Out l’azienda ha affinato le tecniche di demolizione selettiva, rimuovendo gli elementi non strutturali degli edifici per differenziare i rifiuti all'origine e massimizzare il riciclo nei canali di recupero. Nel campo dell'intermediazione, la rete di impianti in Italia e all'estero garantisce la piena conformità normativa anche per i conferimenti transfrontalieri.

La gestione della catena di fornitura si conferma il vero fulcro per la mitigazione dei rischi tecnici e di sostenibilità. HTR gestisce la propria supply chain attraverso una rigidissima procedura di qualifica, auditing e monitoraggio dei fornitori, valutando l'affidabilità reputazionale, i sistemi di gestione certificati e la solidità finanziaria. A partire dal 2025, la società ha inoltre ampliato i criteri ambientali e sociali di selezione, premiando la capacità di riciclo dei materiali dei propri interlocutori professionali. La filiera di HTR predilige il chilometro zero e il supporto alle economie dei territori prossimi ai cantieri: nel 2025, la percentuale di fornitori italiani sul totale è stata pari al 96%.

«Crediamo fortemente nelle persone, nella trasparenza della filiera e nel contributo che ciascun lavoratore e fornitore può portare alla crescita della nostra attività», conclude Vincenzo Maria Cozzoli. «Per questo promuoviamo un ambiente di lavoro inclusivo e sicuro, investendo in programmi di formazione continua. Siamo certi che, condividendo standard etici, obiettivi di economia circolare e valori di legalità con la nostra rete di fornitori, potremo continuare a supportare un modello di impresa capace di creare valore condiviso e duraturo per l’ambiente, per le persone e per tutto il territorio in cui operiamo».

HTR Bonifiche è un Gruppo a capitale interamente italiano, attivo dal 2003. Attualmente ha 160 dipendenti nelle due sedi di Roma e Milano, un fatturato di 43 milioni di euro (2024) e circa 450 cantieri aperti in tutta Italia. HTR Bonifiche opera su scala nazionale nei seguenti settori: bonifiche (siti contaminati, amianto, fibre minerali), ingegneria ambientale, demolizioni, totali e parziali, di immobili, intermediazione e gestione di ogni tipologia di rifiuti.