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E' stato presentato a Varese il libro "Vite al Lavoro" con i primi risultati del progetto LIUC LISA


Dal Progetto LISA un appello alle aziende del territorio per una alleanza strategica tra formazione, equità e inclusione.

 

Castellanza (Varese), 16 giugno 2026 -- Il capitale umano non è più una semplice risorsa produttiva, ma una materia prima rara e preziosa da coltivare con cura in un mercato del lavoro che sta cambiando pelle, stretto tra la rivoluzione dell’intelligenza artificiale e un declino demografico senza precedenti. È stato questo il fulcro del dibattito ospitato nella sede della Provincia di Varese, in occasione della presentazione del libro “Vite al lavoro. Formazione, equità, inclusione in un mondo che cambia”.

Il volume, curato da Eliana Minelli (Professore Associato di Organizzazione Aziendale della LIUC – Università Cattaneo), con la prefazione di Ferruccio de Bortoli e la postfazione di Federico Visconti (edito da Guerini Next), raccoglie gli esiti e le prospettive del Progetto LISA (Learning, Inclusion, Salary, Ageing). Sviluppato dalla LIUC, lo studio fotografa le quattro grandi dimensioni della disuguaglianza in un’area strategica come l’Insubria, vero e proprio laboratorio a cielo aperto delle dinamiche transfrontaliere tra Italia e Svizzera.

“A fronte delle trasformazioni indotte dall’innovazione tecnologica e organizzativa, ha spiegato Eliana Minelli, il contratto psicologico tra lavoratori e imprese va interamente ripensato, richiedendo nuovi modelli di gestione in grado di rispondere alle aspettative dei giovani, garantire prospettive di crescita, assicurare la conciliazione tra il lavoro e la vita privata”.

Il tavolo dei relatori ha visto una forte convergenza sulla necessità di fare rete per superare la polarizzazione del mercato. Salvatore Pasquariello, Prefetto di Varese, ha sottolineato la portata collettiva della sfida: “Le quattro dimensioni affrontate dal progetto non possono essere considerate separatamente poiché riguardano la vita di tutta la collettività. In questo scenario, il concetto di formazione permanente rappresenta una vera e propria assunzione di responsabilità per le istituzioni e per l'intera comunità: un progetto di sviluppo umano e sociale deve saper creare una rete e una visione condivisa del futuro, ricordando che il capitale umano  è un elemento essenziale di coesione e di crescita per il territorio”.

A fargli eco è stato Marco Magrini, Presidente della Provincia di Varese, che ha messo l’accento sulla concretezza delle soluzioni: “In questa fase è cruciale fare un lavoro di sintesi, perché il territorio e le istituzioni hanno gli strumenti per fare molto. Potremmo citare diversi casi pratici di inclusione già avviati, ma la vera sfida oggi è riuscire a essere attrattivi per i nostri ragazzi”.

L’importanza di una sinergia metodologica è stata evidenziata da Valentina Amorese, Programme Officer dell'Area Ricerca Scientifica di Fondazione Cariplo: “Non è mai facile far dialogare mondi diversi, ma oggi è diventato indispensabile far cooperare anche metodi differenti di ricerca, analisi e approfondimento”.

La curatrice del volume, Eliana Minelli, ha lanciato un richiamo diretto al mondo produttivo: “Nessuno può chiamarsi fuori da questa responsabilità: le istituzioni, l'università e le stesse imprese che, in questo momento storico, hanno una vera e propria funzione pedagogica”.

Ad analizzare i rischi economici e sociali è stata infine la ricercatrice della LIUC, Ilenia Bua: “Le quattro categorie del Progetto LISA non sono silos isolati, ma vasi comunicanti. Le disuguaglianze non trattate si trasformano inevitabilmente in costi vivi per il territorio, traducendosi in una minore attrattività, nella perdita di competenze, e in un calo di produttività e coesione. Per questa ragione occorre integrare strettamente le pratiche manageriali con le politiche territoriali”.

La presentazione è proseguita con la Tavola Rotonda dal titolo “Dalla fotografia alla realtà: quali strumenti per il territorio”, moderata dalla giornalista Rosella Trombetta. Al dibattito hanno preso parte l'imprenditore Andrea Chiaravalli (Chiaravalli Group), il professore Federico Visconti (Ordinario di Economia Aziendale alla LIUC e Presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto), Francesco Maresca (Responsabile dell’Area Lavoro della Provincia di Varese), Ivana Perusin (Vice Sindaco di Varese) e il consulente Furio Bednarz (Fondatore ECAP Consulenza), prima delle riflessioni conclusive affidate ad Alfredo Biffi (Professore Associato di Organizzazione Aziendale presso l’Università degli Studi dell’Insubria).

Conclusa la prima fase analitica, l’obiettivo della ricerca-azione è ora quello di identificare pratiche virtuose per conciliare le esigenze di business con i temi al centro di LISA. L’Università LIUC chiederà dunque alle imprese del territorio la disponibilità a partecipare attivamente a questo processo, che si articolerà in una serie di focus group e di tavoli di riflessione strategica. Il contributo delle aziende sarà essenziale per mappare soluzioni concrete che migliorino la capacità di attrarre e trattenere le risorse.

 

LISA (Learning, Inclusion, Salary Ageing) è un progetto di ricerca-azione, sostenuto dal contributo di Fondazione Cariplo, della durata complessiva di tre anni. Si sviluppa attraverso una strategia di ricerca articolata in due fasi: la prima consistente nella raccolta e nell’analisi di dati quantitativi, con un questionario volto a definire le principali problematiche connesse alle dimensioni della disuguaglianza; la seconda basata su metodi qualitativi, per una comprensione più approfondita delle singole dimensioni, attraverso studi di caso multipli. Il progetto rappresenta un importante strumento per la valorizzazione del capitale umano e per promuovere pratiche sostenibili nel mondo del lavoro. I risultati saranno pubblicati in documenti accademici e sintetizzati in un Masterplan.