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Gioacchino Garofoli (Università dell’Insubria): “La crisi sta determinando una importante accelerazione dei processi di cambiamento nelle imprese”

 

Milano, 22 aprile 2020 -- Il Progetto Interreg italo-svizzero Skillmatch Insubria prosegue le sue attività nonostante le restrizioni rese necessarie dalla diffusione del coronavirus. E, dalle rilevazioni e dalle interviste che sono effettuate, emergono significative indicazioni, messe in luce proprio dall’attuale crisi. In particolare, per quanto riguarda uno dei settori oggetto dell’indagine, ossia il comparto farmaceutico, i problemi ingenerati dall’epidemia (difficoltà di approvvigionamento di materiale medicale e farmaceutico, carenze strutturali e infrastrutturali del servizio sanitario pubblico, insufficienza di personale medico e infermieristico) hanno evidenziato l’esigenza di accelerare processi di cambiamento già in atto nel sistema.

Fin dal suo avvio, nel 2019, il Progetto Skillmatch Insubria affronta la problematica dei fabbisogni futuri di vari settori dell’economia transfrontaliera, interagendo con le imprese per individuare azioni che riducano le difficoltà di reperimento di nuove competenze. Ma la situazione determinata a livello internazionale dall’epidemia sta avendo un impatto importante sullo scenario investigato: “Nelle poche settimane dall’inizio della crisi, commenta il professore Gioacchino Garofoli dell’Università dell’Insubria, che partecipa al Progetto Skillmatch, notiamo con evidenza come si stiano accelerando alcuni processi peraltro già in atto, come l’orientamento a produzioni più intelligenti, l’attenzione all’uso di materiali sostenibili, l’eliminazione di sprechi e l’integrazione di competenze tecnologiche e ingegneristiche delle imprese e delle organizzazioni presenti sul territorio. Basti pensare alle grandi opportunità di integrare microelettronica e informatica con la medicina e l’assistenza in remoto, ma anche all’adozione di quelle stesse competenze per il lavoro e l’educazione a distanza”.

“Il progetto Skillmatch Insubria, prosegue Gioacchino Garofoli, si sta ponendo come un importante volano per introdurre nuove modalità di analisi, confronto su idee e visione del futuro, validazione di proposte: un laboratorio reale in cui si sperimentino azioni progettuali nella costruzione di un domani auspicabile e possibile. L’attenzione al cambiamento e al confronto, creando le condizioni per la diffusione di buone pratiche (alcune già esistenti presso imprese del territorio) consentiranno di rafforzare la capacità propositiva e progettuale del territorio transfrontaliero”.


Partner del Progetto sono l’Università Carlo Cattaneo LIUC (capofila), PTSCLAS e l’Università dell’Insubria, sul lato italiano; SUPSI (capofila) e Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del Cantone Ticino, sul lato ticinese. Il progetto è seguito da un comitato consultivo composto da: Associazione Industrie Ticinesi, Conferenza della Svizzera Italiana per la Formazione Continua degli Adulti, Divisione dell’Economia (Dipartimento delle Finanze e dell’Economia), Sindacato OCST, Sindacato UNIA e Società degli Impiegati del Commercio; ComoNext, Confartigianato, Imprese Varese, DG Formazione e Lavoro Regione Lombardia, Osservatorio Permanente sul Fenomeno del Frontalierato, Unindustria Como e UNIVA.

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Eliana Minelli: “Le aziende campione sono state selezionate in modo simmetrico tra Italia e Svizzera, per avere dati confrontabili ma anche un quadro significativo del tessuto imprenditoriale insubrico.”

Milano, 23 gennaio 2020 -- Appartengono al settore meccanico le prime aziende delle province di Varese, Como e Lecco, intervistate per la parte italiana del Progetto Interreg di Ricerca-Azione “Skillmatch Insubria”.

Si tratta infatti di un comparto particolarmente rilevante, che occupa quasi il 5% della forza lavoro locale e che è considerato tra i più stabili. L’indagine sarà poi estesa ad altri settori, per acquisire dati sugli squilibri qualitativi e quantitativi tra domanda e offerta di lavoro nella regione insubrica.

“La selezione dei settori, spiega Eliana Minelli (LIUC Università Cattaneo), responsabile del Progetto per l’Italia, è stata speculare in Svizzera e in Italia, per ottenere risultati confrontabili, mentre l’individuazione di aziende eterogenee, sia per specializzazione sia per dimensione, permette una visione a 360 gradi del tessuto imprenditoriale insubrico”.

Le interviste hanno evidenziato alcune tendenze comuni, in relazione ai temi oggetto dell’indagine. In primo luogo, viene evidenziata una preparazione prevalentemente teorica delle figure tecniche. Per questo motivo, le aziende mostrano interesse a potenziare i rapporti con gli Istituti Tecnici, con i quali collaborare attivamente attraverso i programmi di stage e di alternanza scuola lavoro.   L’attenzione delle imprese intervistate, inoltre, si concentra sempre di più sull’ambito delle soft skills, anche per quanto riguarda le figure tecniche. Se da un lato, infatti, la competenza professionale dei lavoratori rimane imprescindibile, si considera anche importante che essa sia accompagnata da buone doti comportamentali, quali flessibilità, capacità di lavorare in team e spirito di iniziativa. Infine, le aziende dedicano attenzione alla formazione dei dipendenti, intesa anche come leva per favorire processi di cambiamento organizzativo, legati soprattutto alla digitalizzazione e alla diffusione dell’Industry 4.0.

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Partner del Progetto sono l’Università Carlo Cattaneo LIUC (capofila), PTSCLAS e l’Università dell’Insubria, sul lato italiano; SUPSI (capofila) e Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del Cantone Ticino, sul lato ticinese. Il progetto è seguito da un comitato consultivo composto da: Associazione Industrie Ticinesi, Conferenza della Svizzera Italiana per la Formazione Continua degli Adulti, Divisione dell’Economia (Dipartimento delle Finanze e dell’Economia), Sindacato OCST, Sindacato UNIA e Società degli Impiegati del Commercio; ComoNext, Confartigianato, Imprese Varese, DG Formazione e Lavoro Regione Lombardia, Osservatorio Permanente sul Fenomeno del Frontalierato, Unindustria Como e UNIVA.

Ufficio Stampa Skillmatch Insubria c/o Studio Giorgio Vizioli & Associati corso Vercelli, 9 – 20144 Milano ufficio.stampa@studiovizioli c.3355226110, t.0248013658, f.0289056908  

 

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Eliana Minelli (LIUC), coordinatrice del Progetto: “Importante riallineare domanda e offerta di lavoro per fronteggiare gli effetti di globalizzazione e digitalizzazione”. Fabio Losa (SUPSI), coordinatore del Progetto per parte svizzera: “Cooperazione transfrontaliera sulla filiera educazione-formazione per affrontare le sfide del mercato”

Milano, 18 giugno 2019 – È stato presentato, alla presenza del Console Generale svizzero a Milano, Félix Baumann, il Progetto Interreg “Cross-Border Skill (Mis)Matching”: azioni, dati e analisi per ottimizzare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro in termini di profili di competenze, con particolare attenzione al sistema occupazionale transfrontaliero, nell’ambito dell’Euroregione italo-svizzera Regio Insubrica.

Il Progetto, finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione Interreg V-A Italia-Svizzera, avrà durata triennale: sarà infatti portato a termine nell’ottobre del 2021.

“Si tratta di una iniziativa della quale si sentiva in modo più vivo la necessità, ha spiegato Eliana Minelli, docente dell’Università LIUC e coordinatrice del Progetto SkillMatch-Insubria, per l’urgenza di rispondere alle esigenze attuali e future delle imprese nei nuovi contesti operativi, sui quali sono intervenuti elementi dirompenti, quali la globalizzazione e la digitalizzazione dei processi produttivi e gestionali. Non saranno però solo le imprese a beneficiare di questo lavoro ma anche la popolazione di tutta l’area nel suo complesso, sia dal punto di vista economico e occupazionale sia sotto il profilo sociale e culturale”.

“Grazie alla collaborazione tra istituzioni e organizzazioni italiane e svizzere impegnate nel progetto, ha commentato Fabio Losa, docente-ricercatore della Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), coordinatore del Progetto per la parte elvetica, si è dato vita a una stretta partnership destinata a garantire il buon esito dell’iniziativa e risultati utili a tutte le controparti presenti nell’aerea insubrica”.

Il Progetto, che vedrà impegnati oltre trenta ricercatori, si articolerà in tre assi. Il primo sarà dedicato a raccolta, validazione e messa a disposizione di dati transfrontalieri sulle caratteristiche dell’offerta di lavoro, sui fabbisogni delle imprese e sugli squilibri occupazionali. In questo segmento del progetto, saranno quindi elaborati le basi e il quadro statistico dal quale partire e al tempo stesso sul quale fondare un sistema di monitoraggio che consenta di avere a disposizione sui due lati della frontiera dati costantemente aggiornati. In questo primo asse, si inserisce l’indagine SkillMatchSurvey-Ticino che in questi giorni è stata recapitata a oltre settemila aziende ticinesi.

Il secondo asse si concentrerà invece sull’analisi approfondita dei dati acquisiti, anche in funzione delle peculiarità del fenomeno transfrontaliero italo-svizzero, per evidenziare linee di tendenza, prospettive e obiettivi.

Il terzo e ultimo asse consisterà in una ricerca-azione presso un selezionato campione di filiere produttive strategiche: una volta definiti i presupposti, saranno ideati, sperimentati e realizzati interventi specifici per allineare virtuosamente domanda e offerta di lavoro, intervenendo soprattutto, ma non solo, sul fronte della formazione, quale volano di crescita, competitività e inclusione.

Partner del Progetto sono l’Università Carlo Cattaneo LIUC (capofila), PTSCLAS e l’Università dell’Insubria, sul lato italiano; SUPSI (capofila) e Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del Cantone Ticino, sul lato ticinese. Il progetto è seguito da un comitato consultivo composto da: Associazione Industrie Ticinesi, Conferenza della Svizzera Italiana per la Formazione Continua degli Adulti, Divisione dell’Economia (Dipartimento delle Finanze e dell’Economia), Sindacato OCST, Sindacato UNIA e Società degli Impiegati del Commercio; ComoNext, Confartigianato, Imprese Varese, DG Formazione e Lavoro Regione Lombardia, Osservatorio Permanente sul Fenomeno del Frontalierato, Unindustria Como e UNIVA.

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Ufficio Stampa Progetto Interreg “Cross-Border Skill (Mis)Matching” Studio Giorgio Vizioli & Associati Milano Giorgio Vizioli (3355226110) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Rosella Trombetta (0248013658) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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