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Giovedì, 23 Gennaio 2020 16:35

Con le interviste alle aziende metalmeccaniche entra nel vivo il progetto “Skillmatch Insubria"

Eliana Minelli: “Le aziende campione sono state selezionate in modo simmetrico tra Italia e Svizzera, per avere dati confrontabili ma anche un quadro significativo del tessuto imprenditoriale insubrico.”

Milano, 23 gennaio 2020 -- Appartengono al settore meccanico le prime aziende delle province di Varese, Como e Lecco, intervistate per la parte italiana del Progetto Interreg di Ricerca-Azione “Skillmatch Insubria”.

Si tratta infatti di un comparto particolarmente rilevante, che occupa quasi il 5% della forza lavoro locale e che è considerato tra i più stabili. L’indagine sarà poi estesa ad altri settori, per acquisire dati sugli squilibri qualitativi e quantitativi tra domanda e offerta di lavoro nella regione insubrica.

“La selezione dei settori, spiega Eliana Minelli (LIUC Università Cattaneo), responsabile del Progetto per l’Italia, è stata speculare in Svizzera e in Italia, per ottenere risultati confrontabili, mentre l’individuazione di aziende eterogenee, sia per specializzazione sia per dimensione, permette una visione a 360 gradi del tessuto imprenditoriale insubrico”.

Le interviste hanno evidenziato alcune tendenze comuni, in relazione ai temi oggetto dell’indagine. In primo luogo, viene evidenziata una preparazione prevalentemente teorica delle figure tecniche. Per questo motivo, le aziende mostrano interesse a potenziare i rapporti con gli Istituti Tecnici, con i quali collaborare attivamente attraverso i programmi di stage e di alternanza scuola lavoro.   L’attenzione delle imprese intervistate, inoltre, si concentra sempre di più sull’ambito delle soft skills, anche per quanto riguarda le figure tecniche. Se da un lato, infatti, la competenza professionale dei lavoratori rimane imprescindibile, si considera anche importante che essa sia accompagnata da buone doti comportamentali, quali flessibilità, capacità di lavorare in team e spirito di iniziativa. Infine, le aziende dedicano attenzione alla formazione dei dipendenti, intesa anche come leva per favorire processi di cambiamento organizzativo, legati soprattutto alla digitalizzazione e alla diffusione dell’Industry 4.0.

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Partner del Progetto sono l’Università Carlo Cattaneo LIUC (capofila), PTSCLAS e l’Università dell’Insubria, sul lato italiano; SUPSI (capofila) e Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport del Cantone Ticino, sul lato ticinese. Il progetto è seguito da un comitato consultivo composto da: Associazione Industrie Ticinesi, Conferenza della Svizzera Italiana per la Formazione Continua degli Adulti, Divisione dell’Economia (Dipartimento delle Finanze e dell’Economia), Sindacato OCST, Sindacato UNIA e Società degli Impiegati del Commercio; ComoNext, Confartigianato, Imprese Varese, DG Formazione e Lavoro Regione Lombardia, Osservatorio Permanente sul Fenomeno del Frontalierato, Unindustria Como e UNIVA.

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